ADV · Top header fisso728×90 / 320×50

Gallura OggiPROTOTIPO v1

Gallura Oggi

ADV · Header ADV menu728×90
ADV · Billboard header970×250 / 300×250
Cronaca

La guerra tocca anche Olbia, il dolore delle immigrate dall’Ucraina: “Abbiamo lì le nostre famiglie”

ADV · Prima del contenuto728×90 / 300×250

La paura delle donne ucraine immigrate in Gallura.

Quello che si è temuto purtroppo è successo: la Russia ha invaso l’Ucraina. Questa notte forti esplosioni si sono percepite a Kiev e in diverse città del paese. Sono ore di preoccupazione, ma a vivere ancora più tragicamente quella che è una vera e propria dichiarazione di guerra è chi ha lasciato là i propri affetti.

Sono le immigrate che oggi vivono a Olbia e in Gallura, partite dall’Ucraina per costruirsi un futuro migliore. Ma là hanno parenti, figli, genitori e amici sotto i bombardamenti. E’ a Olbia una delle comunità più grandi di residenti di origine ucraina, corrispondente a circa 300 persone, prevalentemente donne, ovvero quasi il 3% della popolazione.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

Tra loro c’è anche Nadia Slipak, madre di Wassyl, cantante lirico famoso in tutto il mondo che perse la vita nel 2016, a soli 41 anni, trucidato da un cecchino russo. “Mi è rimasto soltanto un figlio – dice tra le lacrime la 78enne, che abita a Olbia da 20 anni -, un medico che vive a Kiev e che ora si è chiuso in cantina dopo l’attacco di stanotte. Questa è una disgrazia, non posso perdere anche lui. Ho perso mio marito da un anno per il covid e grazie ai miei amici connazionali che vivono qui sto andando avanti e purtroppo sono anche in condizioni di salute precaria”.

“Sono molto preoccupata – afferma Katia Kizlo, 45 anni e artista che, dopo un lungo periodo a Olbia ora vive a Berchidda da 8 anni -. Ho paura per i miei parenti, vivono a Leopoli. Per fortuna loro stanno bene, ma ho paura perché è una città importante di quasi un milione di abitanti, con un aeroporto e c’è anche la fabbrica di carri armati, quindi temo che sarà attaccata. Stamattina hanno avvertito pure loro le sirene di avviso. Oggi a Leopoli non hanno parto le scuole, mi ha avvisato mio figlio che fa l’insegnante”.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

Il 20 febbraio scorso un gruppo di donne ucraine hanno manifestato sotto il palazzo del Comune di Olbia. Una delle organizzatrici è Vira Mrykalo, che vive in città da 22 anni dove fa la badante. “Stamattina mia sorella che vive nel mio paese – racconta -, mi ha mandato il video dove il nostro presidente dichiarava che siamo in stato di guerra. Siamo a pezzi e preoccupati. Noi abbiamo fatto una manifestazione pacifica perché non siamo per la violenza. Ho paura perché ho un solo figlio di 29 anni, che vive in Ucraina, con la moglie e i figli. Tempo fa gli avevo proposto di venire qui, da me, ma mi aveva detto che non vuole scappare. Lui si sente in dovere di difendere la sua famiglia e la nostra terra, come tanti giovani. Anche mia mamma, che ha 72 anni aveva detto che se sarà necessario, andrà anche lei a combattere”.

ADV · Fine articolo336×280
ADV · Paywall fine articolobox paywall (after .entry-tags)
ADV · After content (engagement)box canali Telegram/WhatsApp/Google News