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Cronaca

Il surriscaldamento globale potrà spazzare via il Lido del Sole

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La previsione agghiacciante su Lido del Sole ad Olbia.

Lido del Sole resterà soltanto una vecchia fotografia in bianco e nero. A causa dell’aumento delle temperature l’intera frazione di Olbia rischia di sparire. La vecchia “spiaggia degli olbiesi”, che negli anni ’60 era meta anche di eventi e concorsi di bellezza, resterà solo un ricordo a causa dell’innalzamento dei mari.

La previsione viene dal nuovo report di Legambiente, il rapporto Climacittà, che ha individuato le 40 aree in Italia più a rischio di subire danni e di scomparire con l’innalzamento dei mari. Secondo il nuovo documento, stilato secondo le elaborazioni di Enea contenute nello studio “Variazione del livello del mare lungo la costa italiana negli ultimi 10.000 anni”, assieme a diverse aree della Sardegna, ci sono anche Lido del Sole e Porto Pollo, in Gallura.

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Nell’Isola a rischio sono tutta l’area di Cagliari, Oristano, Fertilia, Orosei, Colostrai (Muravera) e di Nodigheddu, Pilo, Platamona e Valledoria (Sassari). Nello stesso rapporto, la Sardegna è inserita tra le regioni italiane più a rischio per alluvioni. In particolare, “nel Nord Sardegna dal 2010 si sono verificati 20 eventi tra cui le alluvioni con esondazioni fluviali ad Olbia, Posada, Torpè e Bitti che hanno causato 22 morti”, il maggior numero di decessi nell’Isola.

La città è citata anche tra le politiche che l’Italia dovrebbe, secondo Legambiente, attuare per preservare le città dai cambiamenti climatci. “Occorrono politiche nuove che tengano conto di processi complessi che riguardano gli ecosistemi – si legge ancora nel report di Legambiente – per i quali serve una attenta tutela e progettazione degli interventi di adattamento al clima delle aree costiere. Interventi non più rinviabili riguardano la delocalizzazione degli edifici in aree a rischio, impegni in teoria scritti in leggi e provvedimenti a seguito di emergenze (come per l’area di Olbia), rimasti, fino ad ora, sulla carta”.

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