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Tempio Pausania

Diocesi Tempio Ampurias: L’augurio di Lollo Angius per il 2026

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Lollo Angius e l’augurio per una Gallura più umana.

Tra le voci che aiutano a leggere il passaggio dal 2025 al 2026 con profondità e senso, c’è quella di Lollo Angius, direttrice dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Tempio Ampurias, e guida del Tell Thee Gospel Choir, figura di riferimento nel panorama ecclesiale e culturale della Gallura.

”Porto con me una certezza che ha preso forma giorno dopo giorno: quella di essere amata anche nelle mie fragilità, oltre i miei limiti e i miei fallimenti”, racconta. ”Non è una consapevolezza che nasce dall’autocompiacimento, ma dall’esperienza concreta che il bene può raggiungerci anche quando non siamo perfetti. È una lezione che custodisco come un dono prezioso”.

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Un anno, il 2025, che non è stato esente da errori o passaggi difficili. ”Ci sono stati passi incerti, situazioni che avrei voluto gestire diversamente”, ammette. ”Eppure ho imparato che il bene può germogliare anche da ciò che non è andato come speravo. Come ricorda la Scrittura, “tutto concorre al bene per quelli che amano Dio”: non perché tutto sia facile, ma perché ogni cosa può diventare occasione di crescita, di verità, di libertà”.

Lo sguardo al 2026 è orientato al futuro, ma senza illusioni. ”Lo immagino come un anno che porterà nuove opportunità di crescita e di servizio”, spiega. ”Sarà un cammino che richiederà impegno, fatica e discernimento, ma che desidero vivere orientata verso quel Bene più grande che dà senso a tutto. Il mio orizzonte resta questo: cercare il bene, cercare la verità, cercare Dio”.

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Infine, l’augurio per tutta la Gallura nasce da una visione profondamente umana delle comunità. ”Mi auguro che si continui a camminare a passo d’uomo, senza perdere di vista l’umanità concreta delle persone”, dice. ”Che il 2026 sia un anno in cui ritrovare il coraggio delle domande autentiche, quelle che aprono strade nuove e ci mettono in ricerca della Verità”.

E conclude con un auspicio che è anche una responsabilità collettiva: ”Vorrei una Gallura capace di custodire e generare relazioni buone, dialogo, ascolto reciproco. Una terra che non smetta di credere che ogni persona è portatrice di un dono e che il bene comune nasce sempre da passi condivisi”.

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