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Cronaca

Botte alla compagna e al figlio a Olbia, 32enne non va in carcere

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Un uomo di Olbia condannato a 2 anni e 5 mesi per violenze farà lavori di pubblica utilità.

Un 32enne residente a Olbia è stato condannato per violenze domestiche aggravate contro la sua compagna di allora e il figlio minore. Il tribunale di Tempio gli ha inflitto una pena a 2 anni e cinque mesi per una serie di comportamenti vessatori, fino alle violenze fisiche, che avvenivano anche in presenza del bambino.

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L’uomo però non andrà in carcere e svolgerà lavori di pubblica utilità, come stabilito dalla sentenza emessa dal collegio presieduto da Caterina Interlandi, accogliendo la richiesta della difesa nonostante la procura avesse sollecitato una condanna più severa a cinque anni. Stando a quanto riporta il quotidiano La Nuova Sardegna, le accuse a carico del 32enne sono gravissime. Un incubo durato tre anni, fino a quando la donna ha deciso di dire basta.

Il clima di abusi si è protratto dal 2021 al 2024 tra Olbia e La Maddalena e ha coinvolto anche il figlio piccolo che assisteva alle violenze contro la mamma. La donna è stata colpita con schiaffi, calci e c’è anche un episodio gravissimo. La donna è stata anche presa a bastonate fino a spezzarle il legno sulla schiena davanti alle urla disperate del bambino.

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Le violenze inflitte dall’uomo, come riportato da La Nuova, non si limitavano alle aggressioni fisiche ma sfociavano in una brutale persecuzione psicologica, scandita da minacce di morte e dalla promessa di ridurla all’invalidità. Solo grazie al supporto del centro “Prospettiva Donna”, la vittima è riuscita a spezzare le catene della sottomissione, allontanandosi dal compagno e trovando il coraggio di denunciare anni di abusi. Nonostante la condanna ottenuta con l’assistenza dell’avvocata Delia Serra, la sentenza lascia un retrogusto amaro: una pena che appare fin troppo mite rispetto all’atrocità dei fatti subiti da lei e da suo figlio.

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