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Cooling break: cos’è, come funziona e a che cosa serve

25 Giugno 2018 · Giulia Rago

Nel calcio, la tutela della salute dei giocatori è diventata un aspetto sempre più importante. Lo si vede ad esempio anche nelle regole che cambiano di continuo volte a preservare l’integrità in campo dei protagonisti.

Tra le nuove misure introdotte c’è il cooling break, una breve interruzione della partita pensata per consentire agli atleti di idratarsi e recuperare energie durante gare disputate in condizioni climatiche particolarmente difficili. Questa pausa non modifica le regole fondamentali del gioco, ma rappresenta uno strumento utile per ridurre gli effetti delle alte temperature sul rendimento e sul benessere degli atleti.

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Che cos’è il cooling break e come funziona

Il termine inglese cooling break può essere tradotto come “pausa di raffreddamento“. Si tratta di una breve sospensione del gioco – in genere di un paio di minuti – autorizzata dall’arbitro quando le condizioni ambientali, soprattutto caldo e umidità elevati, possono rappresentare un rischio per i giocatori.

Durante questa pausa, i calciatori possono bere acqua o integratori e ricevere indicazioni rapide dallo staff tecnico e medico, rimanendo a bordo campo. L’obiettivo principale è prevenire problemi legati alla disidratazione e allo stress termico.

Ovviamente, il cooling break non è previsto in tutte le partite. Viene adottato soltanto quando le temperature o il livello di umidità raggiungono valori considerati particolarmente elevati dagli organizzatori e dagli ufficiali di gara. Per questo motivo, è più frequente durante competizioni estive o in paesi caratterizzati da climi molto caldi; nel campionato italiano ad esempio, questo avviene solo ad agosto e a maggio.

Come funziona e quali sono i benefici per i giocatori

Il cooling break viene effettuato una volta per tempo, più o meno a metà dei 45 minuti. L’arbitro interrompe il gioco in un momento opportuno e consente alle squadre di raggiungere le rispettive panchine o le aree tecniche.

Durante la pausa i giocatori possono idratarsi e rinfrescarsi con asciugamani o ghiaccio, oltre ovviamente come detto ricevere indicazioni rapide dagli allenatori ed effettuare controlli medici se necessario. Terminato il tempo previsto, la partita riprende regolarmente.

Ciò avviene perché le alte temperature possono influire notevolmente sulle prestazioni sportive. Affaticamento precoce, perdita di liquidi e riduzione della concentrazione sono alcune delle conseguenze più comuni. Quindi, il cooling break aiuta a limitare la disidratazione, mantenere una migliore efficienza fisica, ridurre il rischio di colpi di calore e favorire il recupero durante la gara.

Si tratta dunque di una regola tanto importante quanto sostanzialmente semplice: alcuni minuti dedicati all’idratazione e al recupero permettono di migliorare sicurezza e benessere degli atleti senza alterare lo svolgimento del gioco.