ADV · Top header fisso728×90 / 320×50

Gallura Oggi

ADV · Header ADV menu728×90
ADV · Billboard header970×250 / 300×250
Cronaca

Cala Finanza, folla in spiaggia contro la speculazione del cemento

ADV · Sotto il titolo articolo728×90 / 300×250
ADV · Prima del contenuto728×90 / 300×250

Cala Finanza e la protesta dei cittadini.

La spiaggia di Cala Finanza è diventata ancora il palcoscenico di una mobilitazione accorata che ha visto una folla eterogenea sfidare il caldo soffocante del 19 luglio. L’evento ha riunito un’intera comunità, dai singoli cittadini alle associazioni, mossa dalla ferma volontà di ribadire che l’isola non può essere considerata un bene di consumo, bensì un tesoro da proteggere. Il suono del mare ha fatto da sfondo a discorsi toccanti e richiami al dovere civico, in cui la priorità assoluta è apparsa quella di preservare l’integrità e il fascino selvaggio della Sardegna per chi verrà dopo.

Un simbolo di resistenza collettiva

La protesta ha preso una forma ancora più definita a Lu Fenosu, dove centinaia di attivisti si sono radunati per l’evento proclamato dal gruppo Surra. Al centro della contestazione ci sono i progetti della società Tavolara Bay proprio a Cala Finanza. Per l’occasione, i manifestanti hanno preso posizione direttamente sull’arenile a ridosso di Villa Joy, l’immobile che si trova al centro delle polemiche, accompagnati dalla suggestiva e simbolica presenza dei mamuthones di Mamoiada.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

A rendere ancora più evidente lo spirito della giornata sono stati gli striscioni appesi dai manifestanti, tra cui un caloroso “Bene bennidos a Lu Fenosu” affiancato da un messaggio dal forte valore politico e identitario: “Siamo tutti Ovidio Marras”. Un richiamo esplicito al pastore-eroe simbolo della resistenza contro la cementificazione delle coste sarde, la cui eredità morale guida oggi questa nuova battaglia. La sua protesta così fiera ha ispirato un film recentemente uscito nelle sale cinematografiche.

Questo appuntamento ha superato i confini della semplice contestazione locale per trasformarsi in una vera e propria dichiarazione d’amore e di appartenenza a una cultura radicata nella propria terra. La massiccia adesione da ogni angolo della regione ha dimostrato una profonda coesione identitaria, legata a doppio filo alla tutela ambientale. Il segnale partito dalla Gallura lancia un monito chiaro alla politica e ai decisori: la difesa del bene comune genera una coesione sociale capace di fare la differenza. Quella vissuta è stata l’espressione di un’isola che, davanti alle minacce al proprio patrimonio naturale, sa riscoprirsi unita, fiera e determinata.

ADV · Fine articolo336×280
ADV · Paywall fine articolobox paywall (after .entry-tags)
ADV · After content (engagement)box canali Telegram/WhatsApp/Google News
Anteprima stile Attuale Tema unico Editoriale Portale Magazine