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Calangianus

Calangianus, allevatori in crisi per ritardi sui vaccini

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Gio Martino Loddo pretende risposte dalla Regione

Gio Martino Loddo, sindaco di Calangianus, parla ancora una volta della questione dei vaccini e del ruolo della Regione. Secondo quanto afferma Loddo, siamo alle solite.

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E’ periodo di commercializzazione dei vitelli da ingrasso, il mercato c’è, gli allevatori sono pronti ma, come al solito, i ritardi di una Regione inefficiente rischiano di vanificare tutto il lavoro di una categoria che se non fosse animata di una grande passione avrebbe già da tempo sollevato bandiera bianca. Si parla di vaccinazioni per il sierotipo IV della blue tongue, due somministrazioni a distanza di 21 giorni l’una dall’altra che dettano i tempi della commercializzazione e della vendita dei vitelli destinati all’ingrasso nel mercato del continente.

Il sindaco dichiara che l’arco temporale ha una forbice così stretta (aprile-luglio) che gli allevatori devono fare i salti mortali per rimanere nei tempi della convenienza economica: un giorno in più ed è già troppo tardi. Il costo del mantenimento dei capi invenduti diventa troppo alto, soprattutto, se ci si mette di mezzo anche la siccità che ha ridotto del 60 per cento la possibilità di avere le scorte sufficienti di foraggio.

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Loddo si chiede se la Regione sia ha conoscenza delle esigenze. Spiega che tempo fa c’è stato un viaggio a Roma per assicurarsi di una certa situazione. Gli esponenti politici sono stati accolti e ascoltati dall’allora sottosegretario Paolo Fadda. Al loro rientro, erano convinti che finalmente si fosse trovata la soluzione. Ma, a distanza di qualche anno, e con grande rammarico, Loddo spiega di essersi reso conto che non si è risolto nulla. Per l’ennesima volta gli allevatori si ritrovano da soli a far fronte ai soliti ostacoli. Prima di tutto, una burocrazia troppo lenta ed insensibile per servire a qualche cosa. Inoltre, il ministero ha deciso di non far pagare per la vaccinazione delle pecore mentre è a pagamento quella sui bovini.

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