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Cronaca

Morì folgorato nel camping di Cannigione, gli imputati patteggiano

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Due patteggiamenti per la morte nel camping di Cannigione.

C’è un patteggiamento per la vicenda che vide la morte di Stefano Podda, folgorato all’interno di un camping a Cannigione mentre lavorava. In tribunale è stato accolto il patteggiamento il gestore del camping e il responsabile della sicurezza, condannandoli a 8 mesi per il primo e un anno per il secondo.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 6 marzo del 2018, Podda rimase folgorato mentre muoveva una gru per smontare un vecchio tukul. L’operaio si era recato in quel camping in località La Conia con un collega alle 8 per eseguire i lavori.

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Quella tragedia avvenne in un attimo, quando il braccio della gru toccò dei cavi elettrici. Per il 37enne non c’era stato scampo. La scarica elettrica era stata talmente potente, sui 15mila volt, scaraventandolo a terra.

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