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Cronaca

Canapa legale: differenze fra thc e cbd

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Cosa s’intende per canapa legale

Il cannabidiolo

Si abbrevia con l’acronimo CBD e consiste in un composto chimico presente nelle piante di canapa sativa e nell’hashish, il cannabidiolo si può identificare anche come la parte buona della cannabis, la sostanza che fino a non troppo tempo addietro era da considerarsi come uno stupefacente a tutti gli effetti.

Il CBD infatti non ha effetti psicotropici, piuttosto è in grado di garantire un senso di rilassamento in chi lo assume, nonché avere effetti lenitivi, curativi e anche eccitanti a seconda delle modalità d’impiego e del grado di concentrazione all’interno di una pianta in particolare. Quanto affermato chiarisce che attualmente acquistare erba legale con un alto contenuto di CBD e un THC inferiore allo 0,55% è possibile in molti store online specializzati nella vendita di questo genere di articoli; fra i tanti spicca il sito canapaboom.com che gode di oltre 650 recensioni a 5 stelle certificate. Tuttavia per comprendere definitivamente la differenza fra la canapa sativa, assolutamente legale e dagli effetti benefici, e una sostanza stupefacente è necessario spiegare in cosa consiste il THC.

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Il tetraidrocannabidiolo

L’acronimo di tetraidrocannabidiolo è THC e identifica la sostanza psicoattiva che è presente nella pianta della cannabis; a differenza del CBD, il THC è in grado di creare dipendenza al soggetto che lo assume, il problema principale causato dalle droghe di qualsiasi tipo. Scoperto nell’anno 1964 in Israele all’interno della pianta della marjuana, il tetraidrocannabidiolo è purtroppo capace di danneggiare il sistema nervoso centrale e causare pertanto vere e proprie disfunzioni che possono compromettere il modo di esprimersi, di pensare, la vista e l’udito, solo per fare un esempio. In ogni caso, questa sostanza può essere utilizzata in campo farmaceutico dove con i dovuti accorgimenti diventa un alleato importante nella lotta contro alcune malattie potenzialmente mortali, di cui il miglior esempio è l’AIDS.

Canapa legale, CBD e THC

La lavorazione della canapa sativa e la produzione di sostanze naturali secondo processi controllati permette di ottenere quella che è chiamata volgarmente erba legale; chiaramente è necessario in tal senso rispettare i limiti imposti dalla legislazione europea e italiana (quest’ultima ancora decisiva in merito) relativamente alla distribuzione e commercializzazione della canapa legale. Per questi motivi si rende noto che laddove la percentuale di THC all’interno di un prodotto è contenuta in un range inferiore allo 0,55% possiamo avere la certezza di operare nella legalità, sia come acquirenti che come venditori.

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Tuttavia, coloro che commerciano questo genere di sostanze devono assicurarsi di essere in possesso di tutte le relative schede prodotto e che la merce provenga da coltivazioni certificate e in grado di fornire una misurazione precisa della quantità di THC contenuta nelle sostanze distribuite; tali informazioni devono essere sempre cedute all’acquirente, che in tal modo ha la certezza di comprare il cannabidiolo in tutte le forme che meglio desidera.

Per i motivi sopraindicati risulta chiaro che non è certo il momento di assumersi la responsabilità di raccogliere e trasformare (ma neppure di acquistare) in proprio sostanze di questo genere, pena il rischio di incorrere in una denuncia che termina con il reato relativo alla produzione e distribuzione di sostanze stupefacenti; piuttosto è meglio rivolgersi a un professionista del settore, magari online dove il sito garantisce assoluta serietà e propone il miglior cannabidiolo in commercio, perfetto per divertirsi in compagnia, rilassarsi o lenire alcuni dolori articolari localizzati per i quali queste sostanze sono una vera panacea. La canapa legale contiene poco THC e molto CBD ed è pertanto un prodotto di qualità, curativo, incapace di creare dipendenza e non ha nulla a che vedere con “droghe leggere” o altri appellativi di uso comune che creano confusione fra l’una e l’altra cosa.

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