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Cronaca

Lavori senza autorizzazioni, sequestrato il santuario di Sant’Elena

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Questa mattina i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cagliari hanno eseguito l’ordinanza emessa dal Tribunale di Nuoro che ha disposto il sequestro preventivo del santuario campestre di Sant’Elena a Siniscola, composto dalla chiesa, dalle relative pertinenze e da parte delle “cumbessias” e “muristenes”, i piccoli alloggi per i pellegrini e i novenanti.

Il Santuario, datato tra il 1777 e il 1803, per il quale la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro ha avviato la procedura amministrativa di verifica di sussistenza dell’interesse culturale, venne riedificato agli inizi del Novecento. L’impianto architettonico presenta una navata unica centrale con volte a botte in mattoni, abside e coro ligneo; due campanili laterali a vela caratterizzano la facciata. Il santuario rappresenta un luogo di particolare venerazione e pellegrinaggio per i siniscolesi e le comunità limitrofe, che il 18 agosto di ogni anno vi si recano in gran numero per i riti dedicati alla Santa.

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I fabbricati e le aree pertinenti del Santuario sono stati sottoposti a sequestro a maggio 2020 d’iniziativa dai militari del Nucleo TPC, a seguito di segnalazione dell’Ufficio Tecnico del Comune di Siniscola, che riscontrava l’esecuzione di lavori edili in assenza di titoli autorizzativi, sia sotto il profilo monumentale.

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Successivamente, a novembre, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nuoro ha rigettato la richiesta di sequestro preventivo avanzata dalla Procura della Repubblica, disponendo l’immeditato dissequestro e la restituzione all’indagato delle strutture religiose. Al successivo ricorso proposto dalla Procura della Repubblica di Nuoro, il Tribunale ha disposto un nuovo sequestro preventivo dei beni. Una persona è stata segnalata alla Procura della Repubblica per i reati di “opere illecite e opere eseguite in assenza di titolo abilitativo valido”.

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