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Cronaca

Bruciò il vicino a Olbia, gli avvocati di Iannelli: “Si è difeso”

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Il processo per l’omicidio di Cozzolino.

Davide Iannelli sarebbe stato provocato, agendo per legittima difesa. Così sostengono gli avvocati del 49enne accusato di aver bruciato vivo a Olbia il suo vicino di casa, Toni Cozzolino, chiedendo di assolvere l’uomo per aver commesso il fatto come reazione a un’aggressione da parte della vittima.

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In alternativa la difesa di Iannelli ha chiesto la riqualificazione del reato da omicidio volontario a preterintenzionale. Nelle udienze precedenti, il procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, e la sostituta, Claudia Manconi, avevano chiesto l’ergastolo con l’aggravante della crudeltà. Gli avvocati di parte civile, avevano proposto di aggiungere anche l’aggravante della premeditazione.

La difesa, invece, sostiene che esistano solo attenuanti generiche, poiché sostengono che l’imputato è stato provocato dalla vittima e si è semplicemente difeso. I legali del napoletano raccontano che il loro assistito ha vissuto momenti di terrore a causa della vittima. “Davide Iannelli non aveva premeditato l’omicidio di Cozzolino. La sera precedente aveva chiesto l’intervento dei carabinieri poiché era stato aggredito con un bastone e si era rifugiato in casa,” hanno dichiarato gli avvocati. “La mattina dopo c’è stata una aggressione e Iannelli ha usato la bottiglia con la benzina per difendersi.” La corte, presieduta dal giudice Massimo Zaniboni, ha aggiornato l’udienza al 5 novembre per le eventuali repliche, seguite dalla sentenza.

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