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La Maddalena

Dalle origini al boom di stranieri, come cambia La Maddalena secondo uno storico ristoratore

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L’intervista al ristoratore Luca Giorgi sul turismo a La Maddalena.

Siamo ormai a metà ottobre, ma la sensazione diffusa a La Maddalena è che la stagione turistica non voglia ancora concludersi. L’estate 2026 lascia in eredità numeri importanti, un’affluenza prolungata e una trasformazione profonda della clientela. Per fare il punto della situazione e tracciare le prospettive future dell’arcipelago, Luca Giorgi, titolare insieme al fratello Tiziano della Pizzeria Civico 49, analizza in questo intervento la stagione turistica 2026 e le sfide del mercato internazionale.

Luca, siamo a metà ottobre ma il movimento sull’isola continua. Che estate è stata per La Maddalena?

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“È stata una stagione molto positiva, caratterizzata da un’affluenza che ha visto l’isola piena di persone come accade da diversi anni. La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la durata: una stagione lunghissima, che in qualche modo continua ancora oggi. Non abbiamo avuto soltanto il classico picco di luglio e agosto, ma un flusso turistico distribuito su un arco temporale molto più ampio. Questo è un dato fondamentale perché allungare la stagione significa creare opportunità concrete per i ristoranti, le strutture ricettive, i negozi e tutte le attività che vivono di turismo”.

Quali fattori hanno favorito questo risultato e cosa avete notato dal vostro osservatorio alla Pizzeria Civico 49?

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“Sicuramente il bel tempo ha dato una mano importante, così come la facilità dei collegamenti aerei low cost e dei traghetti da Palau. Ma l’aspetto più significativo è che La Maddalena viene scoperta sempre di più da visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Alla Pizzeria Civico 49 è andata molto bene e il dato che considero più emblematico è che circa l’ottanta per cento dei nostri clienti è straniero. Significa che una parte maggioritaria della nostra clientela arriva dall’estero, spesso con abitudini ed esigenze diverse. Per noi è una straordinaria opportunità, ma anche una grande responsabilità”.

Cosa si aspetta questo pubblico internazionale quando entra in un locale o visita l’isola?

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“Cerca un’esperienza complessiva. Naturalmente la qualità della pizza e delle materie prime è fondamentale, ma da sola non basta. Il cliente vuole essere accolto bene, trovare un ambiente pulito, personale preparato e tempi di attesa ragionevoli anche quando c’è molta affluenza. La qualità non è soltanto quello che metti nel piatto, è il modo in cui fai sentire una persona da quando entra a quando se ne va. Un turista soddisfatto oggi diventa il principale promotore dell’isola nel mondo attraverso le recensioni e il passaparola digitale”.

Parli spesso della necessità di fare un salto di qualità. Cosa intendi concretamente per il futuro della Maddalena?

“Intendo che dobbiamo iniziare a ragionare come una vera destinazione turistica internazionale, senza perdere la nostra identità. Non possiamo accontentarci di avere un mare meraviglioso e paesaggi straordinari, perché quelli sono punti di forza naturali. Attorno a questa bellezza dobbiamo costruire un sistema di servizi all’altezza. Dobbiamo fare rete tra strutture alberghiere, attività commerciali, ristorazione e porto. Chi arriva via mare o per soggiornare in albergo deve trovare un’isola organizzata, pulita e capace di offrire continuità anche nei mesi meno affollati”.

Qual è la sfida principale per gli imprenditori e per la comunità locale nei prossimi anni?

“La sfida è non adagiarsi sui successi di una singola stagione. Lavorando sull’isola dal 1994 ho imparato che il mercato cambia e le aspettative dei clienti evolvono. Non si può pensare di fare impresa oggi come vent’anni fa. Dobbiamo utilizzare i risultati positivi di oggi per programmare il futuro, investendo nella formazione e nella qualità nonostante l’aumento dei costi aziendali. La Maddalena ha un patrimonio che tutto il mondo ci invidia; ora spetta a noi, lavorando insieme con professionalità e visione, costruire tutto ciò che serve per essere all’altezza di questa straordinaria bellezza”.

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