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Olbia

Domenica di fede prima della Pasqua a Olbia. Il caso delle finte palme benedette

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La Domenica delle Palme a Olbia.

Un’altra Domenica delle Palme sui generis per Olbia. Nessuna chiesa stipata di fedeli, pochi venditori di palme nel piazzale e quasi nessun rito profano (caffè o aperitivo) alla fine della mesa. Il motivo, lo conosciamo tutti, sono le rigide disposizioni per contrastare il rischio di contagio. Ma non sarà la pandemia a far perdere il senso della Pasqua, di cui questa domenica precede la ricorrenza.

E non saranno nemmeno i furbetti delle finte palme benedette dei giorni scorsi, che giravano di casa in casa assicurando che le loro avevano ricevuto una preghiera speciale. “Comprate le nostre palme, le ha benedette don Tamponi”, avevano detto suonando alla porta. Un fatto che aveva portato lo stesso sacerdote a smentire che ci fosse stata una benedizione riservata.

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“Palme già benedette da me? Intanto le cose benedette non si vendono – aveva tuonato il parroco di San Simplicio – è sacrilego e simoniaco, a questo aggiungo non lo sgomento per chi vuole vendere, ma anche lo choc per voi che le comprate”. Insomma, un’altra Domenica delle Palme nel segno delle regole del coronavirus, ma che non ha spento la grande fede di Olbia.

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